About Giorgio Giangiulio


Salve oggi cominciamo un viaggio di avvicinamento al Pitti uomo 90, questa sarà un introspettiva sullo spirito, sugli eventi, sullo stile, ma in particolare sui personaggi che compongono l’universo PITTI.

Oggi ci troviamo qui con Giorgio Giangiulio uno dei maggiori influancer a livello nazionale, uno dei protagonisti maggiormente ricercati dai fotografi di street style durante i vari eventi di moda, nostro conoscente ormai da molto tempo, nel quale abbiamo avuto il piacere e la fortuna di scattare ed apprezzare i suoi ricercati outfit da perfetto gentleman.

 

 

Ciao Giorgio, la prima domanda è d’obbligo come và?

Bene grazie! È un periodo molto movimentato.

Sono spesso in viaggio ma la cosa non mi dispiace perché amo viaggiare e lo faccio con passione.

Quando fai le cose con passione, si annulla perfino la stanchezza fisica.

Vedere posti nuovi e conoscere persone è un privilegio che mi godo.

 

 

Cominciamo con lo spiegare ai nostri lettori come si sviluppa e da dove nasce la tua figura professionale?

È una figura che nasce grazie all'avvento e all'evoluzione dei social network, Instagram in modo particolare.

Per quanto mi riguarda la cosa è nata molto per gioco, iniziando a fare sharing di quelle che sono mie passioni.

Da lì pian piano ho notato un inaspettato apprezzamento in larga scala che mi ha spinto a mettermi sempre più in gioco, con tanta umiltà, fino ad arrivare a stringere collaborazioni con brand icone a livello mondiale ed eccellenze sartoriali italiane.

Motivo questo per me di grande orgoglio.

Da circa un anno ho lanciano il mio blog "The Style Storyteller" e scrivo per la rivista thePLAYERS Magazie.

Per il futuro, ci sono altre cose che bollono in pentola.

 

 

Ti definisci maggiormente un influencer o un esperto?

L'infliencer è una figura che, a parer mio, nasce dall'insicurezza dell'individuo odierno.

Oggi si tende al "voglio essere come" piuttosto che "voglio essere me stesso".

Ecco perché vediamo un'omologazione generale che si ripercuote sul modo di vestire e non solo.

Certo, mi fa immensamente piacere essere preso a modello da seguire quando si parla di buon vestire, ma lungi dal venir considerato un guru.

È una responsabilità che non voglio.

In tantissimi mi scrivono e mi mandano messaggi chiedendomi cosa indossare e quali abbinamenti fare... con tanto di foto in allegato.

Ma la mia risposta è sempre la stessa: "Sbaglia con la tua testa e crea, passo dopo passo, il tuo stile personale".

Preferisco essere 'Influencer' in questa maniera, spingendo le persone a sviluppare il proprio io, appassionandole e stimolandole con tutto il materiale che condivido.

Non mi definisco neppure un esperto.

Ho ancora tanta strada da fare e tanto studio prima di potermi definire tale.

Preferisco semplicemente definirmi come un appassionato ricercatore. 

 

 

Come definiresti la scena sartoriale italiana al momento?

La scena sartoriale italiana, così come quella artigianale, sta vivendo una seconda giovinezza dopo anni di oblio.

Lo testimoniano le richieste da tutto il mondo, i trunk show, e quel desiderio di italianità che porta gente da tutto il mondo a bussate alle nostre botteghe.

È il momento questo di spingere sull'accelleratore e riprenderci definitivamente quella fetta di mercato che meritocraticamente ci spetta. 

Purtroppo noi italiani siamo sempre i migliori ad auto limitarci con mentalità e strategie errati che ci portano sempre ad arrivare secondi nonostante i mezzi più potenti a nostra disposizione.

Bisogna quindi prendere coscienza delle nostre qualità e creare una squadra coesa e compatta, che passa dal sarto di bottega fino al blogger, capace di conquistare e ridare all'artigianato Made in Italy un ruolo di assoluto rilievo per il rilancio dell'economia nazionale.

La torta è grande e da mangiare ce n'è per tutti.

Farsi le solite "guerrucce" all'italiana non serve a nulla.

Bisogna riflettere ed agire da imprenditori.

Sfruttare questo momento è d'obbligo, sfruttarlo bene è la vera sfida. 

 

 

Come pensi si caratterizzerà la stagione 2016?

Anche il 2016 sarà un anno di riscoperta.

Stiamo pian piano riesplorando e riassaporando tutto ciò che è stato, talvolta reinterpretandolo e talvolta lasciandolo intatto.

Vi è un graduale ritorno al confort fit. Via quindi giacche corte e striminzite e, soprattutto, pantaloni con il fondo a 16cm che a malapena arrivavano alla caviglia.

Si ritorna ad apprezzare la morbidezza e la vita alta, sia nella sartoria che nella confezione.

Anche il mondo del denim non è esentato: stiamo per assistere alla rinascita del 501!

Sul casual vi è invece un ritorno dell’abbigliamento coloniale con Sahariane in tutti i suoi derivati.

Tra i colori protagonisti ci sarà sicuramente il bianco. Per quanto riguarda i tessuti estivi, anche qui, c'è un forte 'redécouvrir': Solaro, Mohair, Lino irlandese, regimental e Seersucker.

Diciamo pure che se Maty McFly fosse passato in sartoria prima di dare gas alla sua DeLorean, grande sarebbe stato il suo stupore nel constatare ben pochi cambiamenti una volta approdato nel 2016. 

 

 

Adesso è arrivata la bella stagione, come prepara un gentleman il proprio guardaroba con l’avvento di temperature sempre più afose?

Con un bel cambio cromatico oltre che di tessuti più leggeri.

In estate è giusto osare un po' di più (che non vuol dire esagerare)!

Colori chiari per abiti e pantaloni, camicie in lino e in denim, blazer blu con bottoni dorati (la mia passione), polo in piquet, espadrillas colorate o fantasia e boat shoes. 

 

 

Prova a spiegare cosa significa essere un gentleman?

Il vero gentleman per me è la somma di molteplici fattori imprescindibili.

Il buon vestire è soltanto uno di questi, e neppure il più importante.

Posso dire che ho avuto la fortuna di conoscere dei veri gentiluomini, il cui incontro mi ha segnato non necessariamente per ciò che indossavano.

L'educazione, il rispetto del prossimo, la sensibilità, la grazia, l'umiltà e una cultura forgiata tenendo gli occhi ben aperti al mondo, senza filtri.

Il mix di questi fattori scatena un carisma tale che il buon vestire ne diventa soltanto la ciliegina sulla torta e, il più delle volte, ne è una naturale conseguenza.

A mio avviso vani sono i travestimenti di chi questi fattori non ce li ha e, anzi, li rifiuta.

I sarti possono cucire abiti, non creare gentleman. 

 

 

Potresti parlarci dell’essenza del Pitti, la magia che si respira una volta varcati i cancelli della fiera?

Per me è sempre una bellissima emozione varcare l'entrata di Fortezza da Basso.

Ed anche un privilegio poterne essere parte.

È senza dubbio la mecca della moda maschile.

Non esiste un evento della stessa valenza, sia storica che commerciale, in nessuna parte del mondo.

È una vetrina tutta dedicata all'uomo che affaccia sulla maestosità di una città d’arte come poche.

Quell'aura di magia che si respira è dovuta dal fatto che alla motrice di questo mondo ci sono know how e passione. 

 

 

Cosa ti aspetti dalla prossima edizione?

Mi aspetto un edizione più frizzante del giugno passato con un aumento di buyer nord europei e americani, e un consolidamento di buyer asiatici così come un aumento di espositori stranieri. 

 

 

Progetti per il 2016?

Ci sono molti progetti in cantiere e non vedo l'ora di concretizzarli.

Sicuramente continuerò quanto fatto fino ad oggi come blogger e contributor.

Mentre per quanto riguarda nuovi ...

La mia ormai assidua frequentazione di Napoli mi ha portato a contrarre una certa superstizione.

Perciò, cornetto alla mano, Sciò!

Non anticipo nulla! Seguitemi... 

 

 

Hello Today we begin a journey toward the Pitti Uomo 90, this will be an introspective on the spirit, the events, the style, but especially on the characters that make up the Pitti universe.

We are here today with Giorgio Giangiulio a major influancer nationwide, one of the most sought after players by the photographers of street style during the various fashion events, acquaintance of ours for a long time, in which we had the pleasure and good fortune to shoot and appreciate its sophisticated outfits perfect gentleman.

 

 

Hello Giorgio, the first question is a must how are you?

Fine thanks! It is a very eventful period.

They are often on the road but the thing I'm sorry because I do not like to travel and I do it with passion.

When you do things with passion, she even cancels the physical fatigue.

See new places and meet people is a privilege that I enjoy.

 

 

Let's start by explaining to our readers how it develops and where does your professional profile?

It is a figure that is born thanks to the advent and evolution of social networks, Instagram in particular.

For me it came a lot for the game, starting to make sharing of what are my passions.

From there slowly I noticed an unexpected appreciation in a large scale that has prompted me to put more and more into play, with humility, until you get to shake collaborations with brand icons in the world and Italian sartorial excellence.

This reason of great pride for me.

For about a year I launched my blog "The Style Storyteller" and I write for the magazine thePLAYERS Magazie.

For the future, there are other things that boil in a saucepan.

 

 

You better define an influencer or an expert?

The infliencer is a figure that, in my opinion, stems from insecurity of the individual today.

Today we tend to "want to be like" rather than "I want to be myself."

That's why we see a general approval that affects the way they dress and more.

Sure, it gives me great pleasure to be taken as a model to follow when it comes to good dressing, but far from be considered a guru.

It's a responsibility we do not want.

In many people write to me and send me messages asking me what to wear and what combinations do ... with photos attached.

But my answer is always the same: "He is wrong with your head and create, step by step, your personal style."

I prefer to be 'influencer' in this manner, pushing people to develop one's own ego, appassionandole and stimulating them with all the material that I share.

I did not even call an expert.

I still have a long way to go and a lot of study before I could define that.

I prefer to just call myself as a passionate researcher.

 

 

How would you define the Italian sartorial scene at the moment?

Italian tailoring scene, as well as artisanal, he is experiencing a revival after years of neglect.

Witness the requests from around the world, the trunk show, and the desire of Italian style that brings people from all over the world to knock at our workshops.

It's time to push on the accelerator and this definitely take back the market share that meritocraticamente is ours.

Unfortunately we Italians are always the best to limit car with mentality and wrong strategies that will always lead to finish second despite the most powerful means available to us.

We must therefore be aware of our qualities and create a cohesive and compact team, passing from the tailor's shop to the blogger, able to conquer and restore craftsmanship Made in Italy an extremely important role in the national economic recovery.

The cake is big and there is something for everyone to eat.

Be the usual "guerrucce" Italian is useless.

We must think and act as entrepreneurs.

Use this moment is a must, exploit it well is the real challenge.

 

 

How do you characterize the 2016 season?

Although 2016 will be a year of rediscovery.

We are slowly riesplorando and riassaporando all that has been, sometimes reinterpreting, sometimes leaving him intact.

There is a gradual return to the comfort fit. Via so short and skimpy jackets and especially pants with the bottom 16cm barely arrived at the ankle.

It returns to appreciate the softness and the high life, both in tailoring your product box.

Even the world of denim is not exempted: we are about to witness the rebirth of the 501!

On the other hand there is a colonial casual clothing with Saharan return in all its derivatives.

Among the main colors we will definitely white. As for the summer fabrics, even here, there is a strong 'redécouvrir' Solaro, Mohair, Linen Irish, regimental and Seersucker.

Let's just say that if Maty McFly had passed in tailoring before giving gas to its DeLorean, great would be his astonishment that there are very few changes once landed in 2016.

 

 

Now came the summer, as a gentleman preparing their wardrobe with the advent of ever more sweltering temperatures?

With a nice color change as well as lighter fabrics.

In summer it is right to dare a little 'more (which does not mean to overdo it)!

light colors for suits and trousers, shirts in linen and denim, blue blazer with gold buttons (my passion), polo pique, colored or patterned espadrilles and boat shoes.

 

 

Try to explain what it means to be a gentleman?

The gentleman to me is the sum of multiple valued.

Good dressing is only one of them, and not even the most important.

I can say that I was lucky enough to know of the true gentlemen, whose encounter marked me not necessarily to what they wore.

Education, respect for others, sensitivity, grace, humility and a culture forged keeping our eyes open to the world, without filters.

The mix of these factors triggers a charisma that good dress becomes only the icing on the cake and, more often than not, it is a natural consequence.

In my view rooms are the disguises of who these factors do not have and, indeed them, rejects them.

The tailors can sew clothes, not to create gentleman.

 

 

Could you tell us about the essence of the Pitti, the magic that reigns once crossed the gates of the fair?

For me it is always a beautiful emotion to cross the entrance of Fortezza da Basso.

And also a privilege to be able to be a part.

It is undoubtedly the mecca of men's fashion.

There is an event of the same value, both historical and commercial, anywhere in the world.

It is a showcase entirely dedicated to the man who faces the majesty of a city of art like few.

That aura of magic that you breathe is caused by the fact that the motive of this world there are know-how and passion.

 

 

What do you expect from the next edition?

I expect a more sparkling edition of last June, an increase of north European and American buyers, and a consolidation of Asian buyers as well as an increase in foreign exhibitors.

 

 

Projects for 2016?

There are many projects in the pipeline and I look forward to more concrete results.

Surely I will continue what has been done so far as a blogger and contributor.

While as regards new ...

My now assiduous of Naples took me to contract a certain superstition.

Therefore, "cornetto alla mano, Sciò!"

Not advance anything! Follow me ...

 

 

D.A.#MVEM.COM

About Giorgio Giangiulio  Foto 8 About Giorgio Giangiulio  Foto 9 About Giorgio Giangiulio  Foto 10 About Giorgio Giangiulio  Foto 11 About Giorgio Giangiulio  Foto 12
MaVieEstMa fashion blog

Antonia MaMa Shopping Helps - e-commerce edition

Antonia - MAMA SHOPPING HELPS - Si SALDI chi può

ANTONIA - MAMA SHOPPING HELPS -

Antonia - MaMa shopping helps -

Hard work beats talent when talent doesn’t work hard